A mio padre
Padre, se anche tu non fossi mio padre, se anche fossi un uomo estraneo, per te stesso egualmente t’amerei. Ché mi ricordo d’un mattin d’inverno che la prima viola sull’opposto muro scopristi dalla tua finestra e ce ne desti la novella allegro. Poi la scala di legno tolta in spalla di casa uscisti e l’appoggiasti al muro. Noi piccoli stavamo alla finestra. E di quell’altra volta mi ricordo che la sorella mia piccola ancora per la casa inseguivi minacciando (la caparbia aveva fatto non so che). Ma raggiuntola che strillava forte dalla paura ti mancava il cuore; ché avevi visto te inseguir la tua piccola figlia, e tutta spaventata tu vacillante l’attiravi al petto, e con carezze dentro le tue braccia l’avviluppavi come per difenderla da quel cattivo ch’era il tu di prima. Padre, se anche tu non fossi il mio padre, se anche fossi un uomo estraneo, fra tutti quanti gli uomini già tanto pel tuo cuore fanciullo t’amerei.
Camillo Sbarbaro
I ragazzi che si amano
I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell’abbagliante splendore del loro primo amore
Se io potrò
Se io potrò impedire a un cuore di spezzarsi non avrò vissuto invano
Se allevierò il dolore di una vita o guarirò una pena
o aiuterò un pettirosso caduto a rientrare nel nido
non avrò vissuto invano
Solo
Ho visto un uomo sulla strada
appoggiato al mondo, che non ascoltava
E lui gridava
Ma le parole gli si aggrappavano alle pieghe stropicciate della sua pelle stanca,
forse mai accarezzata
E lui gridava
Ripiegato sulla sottile ombra di stracci abbandonati
stringendo i pugni pieni del dolore che insanguinava il muro dei suoi giorni vuoti
senza amore
E lui gridava
Come sua madre il giorno che lo aveva lasciato al mondo
che non ascoltava
E lui gridava, anche per me
Paola
Questo amore
Vorrei raccontarti di questo amore
che invano cercavo nella luce del sole
e che sempre ho sognato nell’oscurità di mille notti
Vorrei raccontarti di questo amore
sbocciato così, all’improvviso
cogliendo di sorpresa il mio cuore solitario
Di questo amore che ha messo in confusione
tutti i miei pensieri
che ha fatto diventare realtà le mie fantasie
Vorrei dirti di questo sentimento
che ti fa stringere forte il cuore perchè non fugga via
che ti fa sorridere e piangere
Di questo sentimento che ti trascina
e fa di te un gioco
che può amarti o farti morire
Vorrei raccontarti di questo amore
che mi sussurra parole che fanno di un sospiro un’emozione
di quei suoi grandi occhi che parlano piano…
e mano nella mano…
Paola





