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Poesia

A mio padre

Padre, se anche tu non fossi mio padre, se anche fossi un uomo estraneo, per te stesso egualmente t’amerei.   Ché mi ricordo d’un mattin d’inverno che la prima viola sull’opposto muro scopristi dalla tua finestra e ce ne desti la novella allegro. Poi la scala di legno tolta in spalla di casa uscisti e l’appoggiasti al muro. Noi piccoli stavamo alla finestra.   E di quell’altra volta mi ricordo che la sorella mia piccola ancora per la casa inseguivi minacciando (la caparbia aveva fatto non so che). Ma raggiuntola che strillava forte dalla paura ti mancava il cuore; ché avevi visto te inseguir la tua piccola figlia, e tutta spaventata tu vacillante l’attiravi al petto, e con carezze dentro le tue braccia l’avviluppavi come per difenderla da quel cattivo ch’era il tu di prima.   Padre, se anche tu non fossi il mio padre, se anche fossi un uomo estraneo, fra tutti quanti gli uomini già tanto pel tuo cuore fanciullo t’amerei.

Camillo Sbarbaro

I ragazzi che si amano

I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto

Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell’abbagliante splendore del loro primo amore

J. Prèvert

Se io potrò

Se io potrò impedire a un cuore di spezzarsi non avrò vissuto invano

Se allevierò il dolore di una vita o guarirò una pena

o aiuterò un pettirosso caduto a rientrare nel nido

non avrò vissuto invano

Emily Dickinson

Solo

Ho visto un uomo sulla strada

appoggiato al mondo, che non ascoltava

E lui gridava

Ma le parole gli si aggrappavano alle pieghe stropicciate della sua pelle stanca,

forse mai accarezzata

E lui gridava

Ripiegato sulla sottile ombra di stracci abbandonati

stringendo i pugni pieni del dolore che insanguinava il muro dei suoi giorni vuoti

senza amore

E lui gridava

Come sua madre il giorno che lo aveva lasciato al mondo

che non ascoltava

E lui gridava, anche per me

Paola

Questo amore

Vorrei raccontarti di questo amore

che invano cercavo nella luce del sole

e che sempre ho sognato nell’oscurità di mille notti

Vorrei raccontarti di questo amore

sbocciato così, all’improvviso

cogliendo di sorpresa il mio cuore solitario

Di questo amore che ha messo in confusione

tutti i miei pensieri

che ha fatto diventare realtà le mie fantasie

Vorrei dirti di questo sentimento

che ti fa stringere forte il cuore perchè non fugga via

che ti fa sorridere e piangere

Di questo sentimento che ti trascina

e fa di te un gioco

che può amarti o farti morire

Vorrei raccontarti di questo amore

che mi sussurra parole che fanno di un sospiro un’emozione

di quei suoi grandi occhi che parlano piano…

e mano nella mano…

Paola

La diversità è il maestro sincero che insegna l’unico sentiero. Nel diverso solo l’altro te stesso.

Ciao! Questo è: DA SBALLO!

Questo blog vuole avvicinarsi al mondo dell'adolescenza cercando di dare spazio ad ognuno per confronti, riflessioni, scambi, contatti, giochi e tutto quanto possa servire ad accompagare alcuni istanti di questa stupenda ma complicata fase della nostra vita. VIVI COME SE DOVESSI MORIRE DOMANI, IMPARA COME SE DOVESSI VIVERE PER SEMPRE.

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