Ciao! Questo è: DA SBALLO!

Questo blog vuole avvicinarsi al mondo dell'adolescenza cercando di dare spazio ad ognuno per confronti, riflessioni, scambi, contatti, giochi e tutto quanto possa servire ad accompagare alcuni istanti di questa stupenda ma complicata fase della nostra vita. VIVI COME SE DOVESSI MORIRE DOMANI, IMPARA COME SE DOVESSI VIVERE PER SEMPRE.

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Buone Vacanze!!

Auguro a tutti, a chi si può permettere vacanze costose, ma soprattutto a coloro che resteranno a casa e si godranno la sonnolenta città estiva, un’estate di piacevole riposo e, perchè no, di divertimento.

LM

Platone e la morte

Temere la morte, infatti, non è altro, cittadini, che credere di essere sapiente senza esserlo: è credere di sapere ciò che non si sa, perché nessuno sa se la morte non sia il maggiore di tutti i beni per l’uomo, ma tutti la temono come se sapessero con certezza che è il maggiore di tutti i mali. E non è ignoranza questa, anzi la più biasimevole, credere di sapere ciò che non si sa?

Dodici anni: cade dal tetto della scuola e muore

Violare il tetto della loro scuola è stata una sfida. Camminare nel buio e muoversi da un cornicione all’ altro a 12 metri d’altezza probabilmente gli è sembrata un’ impresa. Non un “gioco” rischioso per cui puoi rimetterci la vita. Due amici minorenni, di 12 e 13 anni, martedì sera hanno voluto provare questo brivido, ma è finita in tragedia.

Il lucernario dell’ Istituto Francesco Francia, a Zola Predosa, è crollato e il dodicenne è precipitato nel vuoto. Le sue condizioni sono apparse subito gravissime, è entrato in coma e dopo un giorno e una notte ha smesso di lottare. Lassù, sul tetto della scuola media, i due ragazzini ci sono arrivati arrampicandosi sui fili del parafulmine. Entrambi praticavano il parkour: lo sport estremo fatto di salti, figure, corse verticali e orizzontali, che ultimamente va molto di moda nel piccolo paese alle porte di Bologna.

“Qui lo fanno in tanti – raccontano diversi compagni di classe del dodicenne – la maggior parte di noi utilizza panchine e muretti, ma qualcuno si spinge oltre. L’ altra sera credo fossero saliti sul tetto proprio per fare qualche figura”. Il ragazzino straniero che era col dodicenne, ieri mattina però ha raccontato ai carabinieri una versione diversa. “Nessun salto. Siamo saliti sulla scuola perché volevamo vedere le luci dell’ aeroporto e quelle del ristorante. Camminavamo illuminando il percorso con il cellulare. Il mio amico era davanti a me e all’ improvviso il lucernario è crollato sotto i suoi piedi”.

Da “repubblica.it”

Corte Suprema USA: I preti pedofili si possono processare

NEW YORK – Nell’ultimo giorno di sessione la Corte suprema Usa, decidendo di non esprimersi sul ricorso del Vaticano nel caso dell’Oregon “Anonimo contro Santa Sede”, ha tolto l’ultimo ostacolo al processo civile del Vaticano per un caso di pedofilia. Secondo le prime interpretazioni, i giudici hanno riconosciuto che il Vaticano può essere considerato civilmente responsabile delle azioni dei preti pedofili. I giudici non hanno accompagnato il “no” con una motivazione. «L’azione della Corte è una risposta alle preghiere di migliaia di sopravvissuti alle molestie sessuali dei preti, che finalmente avranno una chance di avere giustizia» ha commentato Jeff Anderson, il legale che accusa il Vaticano nel caso dell’Oregon.

Da “corriere.it”

Contro corrente

Spesso assisto allo spettacolo di ragazzi e ragazze che, durante le ore di scuola manifestano apertamente la loro indifferenza, noia, direi estraneità a tutto ciò che può assomigliare alla parola cultura. Un argomento non interessa, un altro non è capito, un altro ancora si è dimenticato…. Vi è spesso una vivacità comportamentale poco controllata ed una esasperata pigrizia mentale. Le interrogazioni si snodano in una serie di preposizioni: a…. di…. per…. mai accompagnate da soggetti, predicati, nulla. Non sapevo, non ho capito, non c’ero, sono le piu diffuse giustificazioni. Nel frattempo il mondo va avanti, il pianeta si inquina, i politici (molti) rubano, l’economia crolla ecc. La nuova generazione appare a volte senza futuro, senza slancio, passione, interessi. Ipernutrita sotto la cintura e digiuna sotto al cappello. Non parlo poi di alcuni genitori e di alcune famiglie che rappresentano la desolazione morale, culturale, assoluta. Però gli accessori non mancano, dal SUV al cellulare touch screen di ultima generazione, al vestitino ammiccante… Che tristezza. Nelson Mandela sostiene che “L’istruzione e la formazione sono le armi più potenti che si possono utilizzare per cambiare il mondo” ma a volte sembra che per molti il mondo vada bene così o non si pongono affatto il problema. Un alunno, dopo aver preso un voto non particolamente soddisfacente in un’interrogazione, ha commentato: meno male che i miei genitori mi hanno già fatto la ricarica del cellulare!! Tutto qui. Il problema della mancata preparazione non è stato nemmeno sfiorato. Questo atteggiamento penso comunque che provenga da lontano, da una mentalità sempre più frequente che utilizza una scala dei valori nella quale l’apparire è al primo posto e l’essere e relegato all’ultimo. Si è quello che appare; se ho molto, valgo molto e via dicendo. Come sempre però sono gli umili e gli “invisibili” a tirare il carro, a dare dignità alla nostra società, a regalare delle emozioni umanamente significative. Bisogna imparare a guardare oltre, non stancandosi di cercare, di valutare, di scegliere. I nostri ragazzi non sanno scegliere, si adattano e si appiattiscono sulle scelte che altri hanno fatto al posto loro, senza però considerare veramente i loro bisogni, il loro bene. I ragazzi non capiscono tutto ciò o non hanno la consapevolezza sufficiente per capirlo. Lo scopo di un adulto che si rispetti e proprio quello di fornire ai figli una CONSAPEVOLEZZA di ciò che li circonda, per aiutarli a scegliere ciò che veremente è utile e a rifiutare le cose inutili e dannose. E’ un compito sicuramente più difficile che ricaricare con 50 euro un cellulare, ma è il fine più nobile che un genitore deve perseguire, anche remando contro corrente. LM

26 giugno: metti in pausa la droga!

Il 26 giugno è la XXIV giornata mondiale della lotta alla droga, istituita dalle Nazioni Unite. Per quest’occasione l’associazione Saman e Bonsai Tv, in collaborazione con la facoltà di design del Politecnico di Milano, hanno lanciato la campagna ‘Pause Drug’ di cui questo spot fa parte.  SPOT

Da “repubblica.it”

Vigilia di maturità

Mezzo milione di ragazzi si appresta a vivere la “notte prima degli esami”. Mentre per quasi 6 studenti su 100 l’avventura della maturità si è già conclusa: sono stati rispediti a casa dai loro stessi prof perché ritenuti non idonei ad affrontare le prove. Il ministero dell’Istruzione ha appena fornito l’ennesimo exit pool sui dati della maturità e i non ammessi viaggiano verso quota 6 per cento. Intanto, questa mattina si sono insediate le commissioni. Tra le rinunce di coloro che malvolentieri si sobbarcano il peso degli esami di stato e le immancabili sostituzioni da effettuare all’ultimo minuto da parte  degli impiegati degli Uffici scolastici provinciali, sta per partire anche questa maturità.

Accolti dai membri interni a fare gli onori di casa, i temutissimi presidenti di commissione e commissari esterni hanno fatto capolino nelle singole scuole per la prima delle tante riunioni degli esami di stato. Si tratta di un vero e proprio popolo di oltre 140 persone, tra presidenti e commissari d’esame. Per esaminare gli studenti di oltre 28 mila classi, la complessa macchina della maturità ha nominato 14 mila presidenti di commissione, 42 mila commissari esterni e 85 mila membri interni.

Un sondaggio, condotto dai ragazzi di skuola.net, conferma che 52 ragazzi su 100 questa notte non riusciranno a dormire. “Passeranno la notte in bianco e come spesso accade in molti si riverseranno su internet per i consigli dell’ultima ora ma soprattutto per esorcizzare ansia e paura”. (…)

Da “repubblica.it”

Medie: oggi la prova INVALSI

Prova di Matematica: Scarica Soluzioni

Prova di Italiano: Scarica Soluzioni

ROMA  – I 580 mila studenti alle prese con gli esami di terza media sono chiamati oggi ad affrontare la prova scritta nazionale (predisposta dall’Invalsi) che punta a verificare i livelli generali e specifici di apprendimento conseguiti dagli studenti in italiano e in matematica. Il test predisposto dall’Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema d’Istruzione e Formazione su mandato del ministro, si svolge in tutti gli istituti in un’unica data stabilita dal Miur per l’esame. Si tratta di una prova oggettiva e semistrutturata (composta da quesiti a risposta multipla e aperta) elaborata per verificare, sulla base di parametri standard, il livello di apprendimento conseguito dagli studenti. Le materie oggetto del test saranno Italiano e Matematica. Per la prima volta anche questa prova farà media e concorrerà quindi alla determinazione del punteggio finale. Alla prova Invalsi e ai tre scritti che nella maggior parte dei casi si sono già svolti in questi giorni seguiranno poi i colloqui orali, pluridisciplinari, che per prassi, si svolgono, invece, dopo tutte le verifiche scritte. Sono condotti collegialmente alla presenza dell’intera sottocommissione esaminatrice e vertono sulle discipline di insegnamento dell’ultimo anno (escluso l’insegnamento della religione cattolica).

Da”ansa.it”

Sorpresa: gli insegnanti sono felici!

Docenti recidivi. Stressati ma non pentiti. Orgogliosi e appagati da un mestiere malpagato e incompreso, più di otto su dieci lo sceglierebbero di nuovo. Gli insegnanti italiani resistono sulla tolda della cattedra, al timone di una scuola in affanno, alla guida di ciurme turbolente, ma tutto sommato ottimisti, convinti che la loro microsocietà sia meno scalcinata di come i media la dipingono. E forse lo è, vista la sincerità con cui, alle domande della terza indagine Iard sulle condizioni di vita e di lavoro nella scuola italiana, edita dal Mulino, ammettono anche limiti, incertezze e malumori.

C’è vita nella scuola; bene, perché quest’esercito di ottocentomila pedagoghi è pur sempre il più potente intellettuale collettivo del nostro paese. Un patrimonio che, scoprono i curatori dell’indagine, Alessandro Cavalli e Gianluca Argentin, non sembra troppo logorato. A dispetto di tutto. Vent’anni dopo la prima rilevazione, infatti, l’identikit del docente italiano resta problematico: la classe insegnante più vecchia del continente (alle medie il 70% ha più di cinquant’anni), la carriera più accidentata (fino a 9 anni per entrare in ruolo), gli stipendi del 10-20 per cento sotto la media, la femminilizzazione travolgente (otto donne su dieci cattedre, 95% alle elementari) che tradisce ancora il mestiere-rifugio per donne incatenate alla “doppia presenza”.

Ti aspetteresti, in simili trincee, truppe demoralizzate. Nient’affatto. Gli insegnanti italiani sono molto più soddisfatti di dieci anni fa. La quota di chi “sceglierebbe di nuovo la professione di insegnante”, ora l’82%, è cresciuta di 9-10 punti in ogni ordine di scuola. Viceversa, quanti sognano la fuga verso la pensione o un altro lavoro, i “bruciati”, i burn-out, sono calati nella stessa misura. Cosa mai è successo di tanto incoraggiante, in questo decennio, alla scuola italiana? Nulla. La scuola non è migliorata. Forse è peggiorato tutto il resto. E nella crisi generale la scuola ha sofferto di meno. Dicono gli insegnanti: il “microclima” in classe è migliore di quel che appare. Aule e corridoi sono spazi di relazioni umane soddisfacenti coi colleghi, i dirigenti, soprattutto (91%) con gli studenti: “poter lavorare coi giovani” del resto è la prima (63%) motivazione per scegliere questo mestiere. E le scuole-inferno del bullismo, le scuole-babele delle mille nazionalità? Problemi, ma affrontabili.

Da “repubblica.it”

Alcol: binge drinking ‘brucia’ il cervello dei teenager

02 giugno, 18:00


ROMA – L’alcol, bevuto in quantità eccessive tutto insieme, come fanno i giovani che al sabato sera si intossicano a colpi di cocktail, superalcolici o birra, ‘brucia’ il cervello, causando degenerazione e danni irreversibili a livello di un’area essenziale per la memoria, l’ippocampo. E’ quanto mostrato da uno studio pubblicato sulla rivista dell’Accademia Americana delle Scienze ‘PNAS’ ed eseguito su scimmie in ‘eta’ adolescenziale’. Diretto da Chitra Mandyam, lo studio è una dimostrazione degli effetti del binge drinking sugli adolescenti.

Secondo quanto riferito in un’intervista all’ANSA da Emanuele Scafato, direttore Osservatorio nazionale alcol, questo studio é una conferma importantissima di qualcosa che si era già visto per via indiretta su adolescenti: “sin dal 2000 studi condotti in America anche da ricercatori italiani hanno mostrato, attraverso la risonanza magnetica, che il cervello di giovanissimi che praticano il binge-drinking ha un volume ridotto soprattutto a livello dell’ippocampo e che a ciò corrisponde una riduzione funzionale del 10-20% di memoria e capacità di orientamento dei giovani”.

“Il 22% dei giovani di 18-22 anni – dichiara Scafato – fa binge drinking: si tratta di una generazione destinata ad avere un deficit cognitivo”, che si manifesterà in modo dirompente quando questi giovani avranno 60-65 anni. “Si dovrebbe aumentare l’età minima legale per il consumo di alcol a 18 anni – è l’appello di Scafato – ed introdurre il divieto di vendita”. Gli esperti dello Scripps Research Institute di La Jolla hanno dato una bevanda alcolica, camuffata con succo di agrumi (come le bevande alcoliche aromatizzate – chiamate alcopop – che spesso segnano l”iniziazioné dei giovani all’alcol), a un gruppo di giovani macachi che potevano berne a piacimento per un’ora al giorno. Dopo 11 mesi di binge drinking nell’ippocampo si osserva diminuzione delle cellule staminali neurali e degenerazione di neuroni. Il motivo di questi effetti devastanti e irreversibili, spiega Scafato, è che l’organismo dei giovani non è ancora in grado di metabolizzare l’alcol (questa capacità si sviluppa, grazie a un enzima, solo intorno ai 20-21 anni).

Da “ansa.it”

Baby amanti di 11 e 13 anni scoperti da mamma a fare sesso

29 maggio

VICENZA – Li ha sorpresi la mamma di lei felici e beati che si amavano sul divano di casa: i due amanti non sono però bamboccioni che per risparmiare usano talami casalinghi ma ragazzini di 11 anni, lei, e 13 anni il “fidanzatino”.

Figli di immigrati africani regolari i giovani, studenti di scuole medie dell’area intorno a Bassano del Grappa, hanno candidamente confessato che quella, intravista dalla mamma, non era nemmeno la prima volta; insomma il loro è un ‘amore’ che andrebbe avanti da tempo.

La donna ha fatto rivestire la figlia e l’ha accompagnata all’ospedale non prima di aver informato i genitori del focoso ragazzino. Dai medici, come indica il Corriere Veneto, è arrivata la conferma che la piccola aveva in effetti avuto rapporti sessuali completi.

Sono stati gli stessi sanitari bassanesi a informare le forze dell’ordine che a loro volta hanno segnalato la coppia alla procura dei minori. Dai primi rilievi degli investigatori i due ragazzi si sarebbero avventurati a scoprire la vita da soli, consenzienti, senza forzature esterne. In virtù anche della loro età non sono imputabili di reato.

Da “ansa.it”

Lavarsi i denti fa bene al cuore

ROMA  – Lavarsi i denti almeno due volte al giorno aiuta ad avere un cuore sano: uno studio su 11 mila persone pubblicato dal British Medical Journal dimostra che chi ha una cattiva igiene orale e lava i denti meno di due volte al dì ha un rischio maggiore di malattie cardiache. Secondo quanto riferito da Richard Watt della University College London, ciò é vero indipendentemente da altri fattori che possono contribuire a causare malattie cardiovascolari (obesità, diabete, familiarità). Il sospetto legame tra cattiva igiene orale e problemi cardiaci non è nuovo; studi avevano dimostrato un legame tra le infiammazioni a bocca e gengive e l’arteriosclerosi. Ma finora l’attendibilità di questi sospetti non era mai stata testata. Gli esperti hanno incrociato i dati sui ricoveri per malattie cardiovascolari con quelli sulle abitudini del campione in quanto a igiene orale (frequenza delle visite dal dentista e del lavaggio dei denti): è emerso che, al netto di tutti gli atri fattori che possono contribuire a generare problemi cardiovascolari, lavarsi i denti meno di due volte al dì aumenta il rischio cuore ed è legato a livelli più alti di proteine infiammatorie nel sangue.

Da “ansa.it”